Gioacchino Passini

Nombre: 
Gioacchino
Apellidos: 
Passini
Presentacion: 

Gioacchino Passini è nato a Fanano (Modena) nel 1956. Vive e lavora a Crespellano in provincia di Bologna. Ha allestito la sua prima "personale" nel paese natale all'età di 17 anni. Nel corso del tempo, parallelamente ai suoi studi musicali presso il Conservatorio di Bologna, ha continuato a presentare i suoi lavori in mostre personali e collettive. .... .... .... Oltre il Tempo di Luciano Anelli, 2000 L'amore per l'immagine dipinta si rivela proprio come un virus che, una volta insinuatosi nel cervello di un artista, non lo lascia più, modificandone la struttura molecolare e condizionandone perfino il destino. Poiché lui, l'artista, credeva che il proprio destino fosse quello della musica di un violino accarezzato e tormentato fino a trarne con vibrazioni attuali le armonie antiche della musica classica, ed invece l'altro, il virus, ne condiziona i processi cognitivi e creativi fino a piegarne ogni facoltà all'immaginario visivo. […] Ha influito la musica sulla pittura, o la pittura sulla musica? Non so dirlo, ma già i Greci avevano capito che tutte le arti sono sorelle[…]. Certo, se c'è un timbro musicale nelle tele di Passini è d'una impostazione molto netta, chiara, e precisa[…]. La verità è che Passini piega il visibile (il reale) e ne rende i valori tangibili e mentali in una visione che è una specie di “mondo parallelo”, perché vive di una propria autonoma vita onirica. E' per questo motivo che non mi sentirei tanto di parlare di “iperrealismo” ([…] classificazione spontanea […] per oggetti ingigantiti che sfidano le dimensioni spaziale e temporale), perchè quello di Passini è un lavoro di oggettivazione “astratta”, cioè un'operazione che proietta la sostanza del reale (i suoi oggetti) in una classicità velata dal tempo, in cui l'oggettivazione diventa anche un'astrazione del lato prosaico e quotidiano. Passini rende la qualità (in una dimensione eterna) non la realtà oggettiva delle cose. E' un risultato più intellettualistico di quanto non creda lo stesso autore, che è uso a lavorare con le dita – si capisce – ma sotto i polpastrelli ci ha messo il cuore. […] Tappe di un itinerario di escavazione che […], nella sua dimensione personale, nasce dall'esigenza di comprendere non solo “il” reale ma la realtà tutta nella sua dimensione essenziale […]In questo suo essere visiva e simbolica la pittura di Gioacchino Passini è molto più vicina alla natura morta del Caravaggio di quanto l'artista coscientemente non lo pensi; e, vista in quest'ottica [...] si aggancia a quella produzione di nature morte significanti e simboliche che furono una caratteristica della Lombardia e della Spagna tra Cinque e Seicento, […] in cui frutta e fiori si caricano di valenze allusive e vitali. […] Così procede nella lettura del reale Passini, sia quando contempla e ci restituisce (intensificata) sulla tela la fragilità di una grande foglia di platano distesa su un piano, poco prima che un dito toccandola la sbricioli in una polvere di topazio (“Polvere sull'estate” […]);sia quando si immerge (e ci immerge) nella fragranza vitale di frutti turgidi e debordanti […](“Melagrana nel tempo”). […] Nella “storia” interna alla poetica di Passini, voglio ricordare i due dipinti di base molto ampia […], perchè segnarono il passaggio alle nuove problematiche, e per conseguenza a nuove forme espressive: “Foglia” e “Foglia nel tempo”[…]. La prima evoca ad evidentiam echi ed ombre caravaggesche, […] per il modo di stigmatizzare la rigidità della forma appoggiando soltanto un piccolo punto del gambo naturalmente inarcato e la pancia mummificata di un lobo sul ripiano senza i segni dello spazio e del tempo. […] Nella seconda foglia vi è il distendersi delle forme più smagate e precarie […] raggelando nel silenzio i suoi segreti affidati al tempo.Più di recente,[…]Gioacchino Passini si è dedicato ad indagare con ugual accanimento e con occhio sempre implacabile la nettezza delle forme di un congegno meccanico, di un catenaccio o di una porta, di una lampadina o di una conchiglia […]: vi si vede anche una comprensibile riflessione sul problema del comunicare, per rimuovere la polvere che sembra sottolineare il disuso, l'oblio della dimenticanza, la scarna incidenza di una positiva volontà umana.

Curriculum: 

Mostre Personali 2009 – Associazione il Ponte, Pieve di Cento (Bologna) 2006 – Scambio Culturale, Mesto Veseli nad Morava (Repubblica Ceca) 2003 – Sala Turismo, Milano Marittima, Assessorato alla Cultura del Comune di Crvia 2001 – Palazzo Roncale, Rovigo, Organizzata dall'Accademia dei Concordi 2000 – "Oltre il tempo", Chiesa di San Paolo, Modena, Organizzata dalla Provincia 1999 – Sala Dino Villani, Suzzara (Mantova) 1998 – Sala Dino Villani, Suzzara (Mantova) 1998 – Ex Convento di S.Maria, Gonzaga (Mantova) 1997 – Sala Consiliare, Crespellano (Bologna) 1997 – Sala Rubicone, Magazzino del Sale, Cervia (Ravenna) 1992 – Galleria del Popolo, (Modena) 1990 – Palazzo Ducale, Pavullo (Modena) 1989 – Sala Congressi Hotel Molino, Falcade (Belluno) 1986 – Sala Consiliare del Comune, Fanano (Modena) 1976 – Galleria Ninfa, Sestola (Modena) 1973 – Sede della Pro Loco, Fanano (Modena) Mostre Collettive 2004 – "Dieci Anni", Galleria Marieschi (Milano) 2003 – "Tetralogia della Natura : Acqua", Galleria Marieschi (Milano) 2003 – Arte Fiera Bologna, Galleria Marieschi (Milano) 1998 – Via Crucis, Punto Arte, Modena 1998 – XXXVIII Premio Suzzara. Suzzara (Mantova) 1992 – Pittori e scultori del Frignano, Palazzo Correr, Venezia 1988 – Pittori e scultori del Frignano, Falcade (Belluno) 1987 – Carte, collettiva di grafica, Modena, Sofia (Bulgaria) Del suo lavoro hanno scritto: Giulio Monari, Silvia Raimondi, Patrizia Rubbiani, Franco Pone, Michele Fuoco, Carlo Federico Teodoro, Nadia Raimondi, L. Cadalora, Ferruccio Veronesi, Mario Cadalora, Luciano Anelli, Flavio Arensi, Toni Romagnolo e Sergio Garbato.