Marco Grassi

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Marco Grassi

Biografia e critica

 

Grassi Marco è nato a Reggio Emilia (Italia) il 6 maggio 1987, dove risiede a lavora attualmente. Dopo aver conseguito il diploma di Ragioniere, decide di perseguire la strada dell’arte, iscrivendosi nel 2006 all’Accademia di Belle Arti di Bologna; terminato il ciclo quinquennale di studi relativo al corso di restauro, sceglie di dedicarsi a tempo pieno all’attività pittorica, passione che lo accompagna fin da quand’era bambino.
Dopo alcune manifestazioni artistiche in ambito locale, e collaborazioni con artisti di rilievo, la sua prima mostra personale si è svolta nella sua città natale, Reggio Emilia, nel Dicembre 2013 presso le antiche sale di Palazzo Calcagni.
“Nelle sue opere l'antichità classica diventa fonte d'ispirazione di una pittura fantastica, densa di pathos e di suggestioni; coglie gli elementi che sprigionano emozioni vibranti e commosse, gesti violenti e atmosfere magiche, spesso tratti dagli episodi più visionari delle grandi opere poetiche. I suoi corpi diventano espressione di una situazione di disagio derivante del legame uomo-natura. Le Metamorfosi, focus fondamentale della sua ricerca artistica, sono allegorie, interpreta in profondità la trasformazione di un uomo che assimila la materia o ne è assimilato, il dissolversi della personalità nel dolore o nel piacere, introducendo nella classicità occidentale un forte richiamo all'arte orientale, mantenendo distinte le due identità. Egli si attiene alla teoria classicista della "selezione". La natura è un'idea collettiva, contenuta in ogni creatura ma mai in modo totalmente puro. Nessun soggetto è completamente bello, ma ognuna di queste contiene parti di compiuta bellezza. Selezionandole e componendole in un unico corpo, l'artista crea la forma ideale. Un artista che si fa apprezzare per la maniacalità della tecnica, usata come un isolante per nascondersi e per godere nella contemplazione delle sue opere.”
Pietro Franesi

“Da un punto vista strettamente stilistico, egli non sembra appartenere al nostro presente – del resto la sua eleganza è felicemente lontana da certe esibizioni che ci sottopongono gli artisti di oggi – e tuttavia va sottolineata la qualità concettuale della sua ricerca tematica e visiva, che si svolge in un contesto impregnato di emotività e di sensibilità tutta contemporanea. Quando affronta la tela non lascia nulla al caso: i suoi pigmenti variegati e aggreganti completano un’intensa trama scenica, perfettamente preordinata. Le composizioni, gli oggetti silenti, le statue di memoria ellenistica, si compongono in strutture rigorosamente equilibrate, sia dal punto di vista spaziale, sia della coerenza contenutistica, dove le immagini traducono i simboli onirici in allegorie dell’assenza e del silenzio. Marco quindi non è solo un pittore, ma di fatto un poeta che riflette, agisce e compone per coniugare metafore sull’inafferrabilità del tempo e l’incommensurabilità dello spazio, mostrando quindi la sua capacità di approfondire l’osservazione non tanto della natura, quanto delle impressioni immaginifiche che provengono dall'anima e dalla memoria.
In tutto questo c’è forse un’esaltazione al concetto che ci arriva forte e chiaro, come momento magico di verità. Sentiremo molto parlare di Marco nel prossimo futuro. ”
Giuseppe Muscio

Dopo aver studiato e approfondito il ciclo pittorico dedicato alle Metamorfosi, Marco sta ora entrando in una nuova prospettiva artistica che va oltre l’idea idi iperrealismo, mantenendo però una qualità e una definizione dell’immagine elevatissima; vuole infatti superare il vincolo fotografico che questa corrente prevede, dando forma a composizioni derivanti dall’immaginazione. Per fare ciò sfrutta l’ausilio di mezzi tecnologici e informatici tra cui numerosi programmi per la modellazione 3D e Rendering con cui da vita ad elementi fantastici, dalle svariate forme e materiali, che, fondendosi in maniera eterogenea coi personaggi reali, proiettano il dipinto in un contesto futuristico. Marco Intravede in queste tecniche un’avanguardia, che supera l’idea di “riproduzione”, e proietta la pittura in una dimensione creativa senza limiti. (caratteri che si possono studiare nella sua ultima opera “Virtual Reality” ).